Panda e l'estinzione delle farmIl nome è preso da un ignegnere dello staff di Google, ma il nuovo alogoritmo sta davvero segnando la fine delle content farm?

Il ciclone Panda ha travolto il web ed il mondo dell'ottimizzazione per i motori di ricerca. E come per ogni nuova mossa di Google le voci sulla Rete si rincorrono in maniera incontrollata. Due delle voci più autorevoli dello staff di Mountain View, Amit Singhal e Matt Cutts, hanno risposto ad alcune domande sull'autorevole rivista "Wired". Non svelano molto, ma danno una idea sul percorso intrapreso da Google.
W.: Qual’è lo scopo di Panda?
M.C.: Abbiamo posto ai nostri gruppi di lavoro questa domanda: 'Qual’è il 'contenuto limite' oltre il quale inizia lo spam?'. Una volta che ci siamo trovati d’accordo, abbiamo cercato di capire come affrontare il problema.
W.: Come fate a riconoscere un sito con contenuti superficiali? Potete dare una definizione di contenuti di bassa qualità?
A.S.: Questo è un problema molto, molto difficile che cerchiamo di risolvere, e siamo in una continua evoluzione per cercare di farlo. Abbiamo voluto mantenere un approccio rigorosamente scientifico, e quindi abbiamo usato il sistema di valutazione standard che abbiamo sviluppato, dove in pratica inviamo i documenti a dei tester esterni. A queste persone abbiamo posto domande del tipo: 'Ti fideresti a dare il tuo numero di tua carta di credito a questo sito? Ti fideresti a dare le medicine prescritte da questo sito ai tuoi figli?'

M.C.: Un ingegnere ha preparato un set di domande molto rigorose, del tipo 'Consideri autorevole questo sito? Sarebbe OK se questo sito fosse una rivista? Questo sito ha un numero eccessivo di annunci pubblicitari?' e così via.
A.S.: Sulla base di questo, abbiamo fondamentalmente definito cosa può essere considerato di bassa qualità. Inoltre abbiamo lanciato il Chrome Site Blocker, ma non abbiamo utilizzato i dati raccolti per questo update. Tuttavia, confrontando tali dati, abbiamo notato un 84% di sovrapposizione, che ci ha fatto capire che siamo nella giusta direzione.
W.: Ma come avete implementato questa cosa algoritmicamente?
M.C.: Penso che l’ingegnere cerca di riportare la sua stessa intuizione e la sua stessa 'experience' agli utenti. Ogni volta che guardiamo ai siti che abbiamo bloccato, grazie alla nostra intuizione e alla nostra esperienza, cerchiamo di capire se questa cosa sarà o meno di valore per l’utente. E attualmente l’idea è quella di classificare i siti di alta qualità da una parte, e quelli di bassa qualità dall’altra.
A.S.: Immagina un iperspazio con un sacco di puntini: alcuni rossi, altri verdi, altri mischiati. Il nostro compito è trovare un piano che ci dica che la maggior parte delle cose che stanno da un lato sono rosse, e la maggior parte delle cose che stanno sull’altro lato sono l’opposto del rosso.

W.: Questo sembra un periodo in cui Google è sempre più criticato sul lato della ricerca e dalla qualità.
M.C.: Sono piuttosto pratico delle critiche che riceve Google. Storicamente, ci sono meme che ad ondate dicono: 'Google fa schifo', o 'Google è di cattiva qualità', e io tendo ad ascoltarne 2 o 3. Abbiamo osservato il problema degli aggregatori che a volte sopravanzano i contenuti originali, e abbiamo fatto delle modifiche per risolverlo. Abbiamo sentito lamentele su quelle che vengono chiamate content farm, e ci abbiamo lavorato per mesi e mesi per lanciare un update.
A.S.: La gente si aspetta da noi un buon lavoro, e questo è giusto. La critica è una buona cosa, perché significa che vogliono da noi un lavoro migliore, ed è esattamente quello che facciamo.
M.C.: Siamo fortunati a ricevere tante critiche, perché significa che le persone sono abbastanza preoccupate da dirci cosa vogliono.
Liberamente tradotto da The ‘Panda’ That Hates Farms: A Q&A With Google’s Top Search Engineers, di Steven Levy.
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