Coccodrilli albini nelle SERPL'ambiente SEO è attraversato da leggende metropolitane. Ed il web è il luogo adatto perche si moltiplichino. Sveliamone alcune.

Avete presente i coccodrilli albini nelle fogne di New York? Le urban legends infestano il mondo delle strategie per il posizionamento sui motori diricerca come qualsiasi altro "luogo" del web. Dopo tutto è normale. I SEO hanno un aspetto quasi mistico: l'obiettivo è quello d'intepretare come interferisca nelle nostre azioni una "parola non rivelata". O più prosiacamente l'algoritmo utilizzato da Google e dagli altri spiders per costruire le SERP.
Questo alimenta ipotesi, illazioni, tesi più o meno valide che a volte proliferano spontaneamente e, specialmente per i meno esperti, prendono quasi la forma di verità. Qui non vogliamo addentrarci in discussioni contrastate su argomenti ancora "dibattuti". Ma siccome, fortunatamente, su alcune discussioni è possibile mettere la parola fine, selezioneremo dal web quelle argomentazioni che, in maniera definitiva, "chiudono la questione".
Over optimization
Il primo esempio è la over optimization, l'invasiva ridondanza di keyword o comunque l'eccessiva e pedante adesione ai criteri di qualiti chiesti dai motori per portarvi in alto nei risultati di ricerca. Google penalizza questi comportamenti? La risposta è seccamente no. E a darla è direttamente Matt Cutts, la voce "ufficiale" di Google.
Il video è in inglese, ma premendo sul pulsante CC cche compare nella barra dopo avere avviato il video, è possibile visualizzare i sottotitoli in italiano.
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